Dieta senza lattosio: che cos’è? Quali alimenti sono lacto free?

La dieta senza lattosio è un regime alimentare che i nutrizionisti prescrivono a tutti coloro che hanno sviluppato una sensibilità nei confronti del lattosio, un particolare tipo di zucchero contenuto nei latticini e loro derivati. Il lattosio è scomposto in due zuccheri: il glucosio e il galattosio.

Recentemente è nato un vero e proprio movimento grazie anche alla diffusione dei social, che ha permesso a tutte le persone intolleranti di trovare informazioni utili sulla propria alimentazione, consigli da parte di esperti nutrizionisti e di potere confrontarsi con altre esperienze dirette.

Le diete senza glutine, senza lattosio e senza zuccheri sono quindi, specifici regimi alimentari che riguardano sia patologie che intolleranze alimentari e per questo devono sempre essere consigliate da un esperto e non seguite in modo autonomo. Scopriamo nella nostra guida per quale motivo molte persone non possono assumere lattosio, quali sintomi può provocare questa intolleranza e che tipo di alimenti consumare o evitare per non fare peggiorare la sintomatologia.

Quali sono i sintomi di un’intolleranza al lattosio?

Secondo l’Associazione Italiana Latto Intolleranti “AILI” quasi la metà della popolazione italiana sembra essere affetta da intolleranza al lattosio. Dalle varie ricerche condotte in tal proposito sembra essere emerso che la distribuzione geografica e le caratteristiche fisiche delle popolazioni avrebbero una particolare influenza su questa condizione. Esistono due tipologie di “gravità” di questa intolleranza:

  • genetica: ovvero dovuta a una carenza di “lattasi” nell’organismo;
  • secondaria: ovvero provocata da particolari stati del corpo oppure da altre patologie.

In entrambi i casi, è necessario porre particolare attenzione alla propria alimentazione e capire che anche l’assunzione di una piccola dose può innescare delle reazioni negative nell’organismo, che molte volte non è in grado di gestire.

I principali sintomi che possono manifestarsi in presenza di un’intolleranza al lattosio possono essere: dolori addominali, diarrea, nausea, mal di testa, e sintomi legati a una cattiva digestione o ingestione di sostanze poco salutari. I sintomi non devono mai essere sottovalutati perché a lungo andare potrebbero provocare una malnutrizione, disidratazione, senso di affaticamento e deficit di micronutrienti essenziali.

In presenza di questi sintomi è opportuno rivolgersi a uno specialista insieme al quale potere stabilire l’effettiva natura e se si tratta di un’intolleranza al lattosio sarà necessario intervenire sull’alimentazione. La dieta senza lattosio prevede, solitamente di eliminare inizialmente dall’abituale alimentazione tutti quegli alimenti che contengono questa sostanza, per poi reinserirli gradualmente e capire se e quanto possano esserne consumati.

In caso di intolleranza genetica, la dieta senza lattosio è un regime alimentare da seguire per tutta la vita, proprio come la dieta senza glutine per i celiaci, anche se la gravità di un’intolleranza al lattosio può essere leggermente inferiore. Al contrario, invece se dovesse trattarsi di un’intolleranza momentanea legata a malattie intestinali o altre patologie, può essere poco per volta reintrodotto il lattosio nella dieta, chiedendo sempre un consiglio al proprio medico.

Cos’è la lattasi?

La lattasi è un enzima, ovvero una particella attiva della digestione che serve per scomporre i composti in sostanze più semplici. Questo enzima appartiene alla classe delle “idrolasi”. Mescolando acqua e lattosio, la lattasi sembra essere in grado di scomporlo ricavandone zuccheri semplici: il galattosio e il glucosio.

Coloro che sono intolleranti possiedono una carenza di questo enzima e il meccanismo che scompone gli zuccheri si blocca, provocando vari disturbi molto fastidiosi a livello gastro-intestinale. Una dieta senza lattosio può essere integrata, in alcuni casi, con l’ingestione di bevande a cui viene aggiunta la lattasi o capsule che possono in qualche modo sopperire a questa carenza. Per brevi periodi se si è coperti da una corretta dose di lattasi, introdotta sotto forma di integratore chiedendo il parere di un medico, può essere possibile consumare e digerire correttamente anche alimenti che contengono lattosio.

Linee guida sulla alimentazione: cosa consumare e cosa evitare?

Prima di conoscere quali alimenti possono essere consumati e quali devono essere eliminati dalla propria alimentazione quotidiana, occorre fare una distinzione tra gli alimenti senza lattosio perché privi naturalmente e i cibi cosiddetti “delattosati”. Questi ultimi, non sono totalmente privi di lattosio ma ne contengono una minima percentuale che non dovrebbe provocare negli intolleranti dei sintomi negativi.

Gli esperti consigliano di evitare il latte, i latticini, prodotti caseari come burro, formaggi freschi, cioccolato, creme, ma anche il pane al latte, i gelati e molti cibi industriali. Ciò che va fatto sempre, al momento dell’acquisto di un alimento, è quello di leggere con molta attenzione le etichette apposte sui cibi, in quanto spesso latte e derivati sono contenuti anche in prodotti come gli emulsionanti oppure per dare una consistenza più cremosa.

I nutrizionisti, in alcuni casi, suggeriscono anche di non eliminare il consumo dei formaggi stagionati come il Grana la cui lunga stagionatura priva in modo naturale il formaggio dalla presenza del lattosio. Il Grana è un formaggio che deve essere consumato perché ottima fonte di minerali come il calcio, così lo yogurt anche delattosato, che grazie al processo di fermentazione spesso viene ben tollerato.

Si può ricorrere all’assunzione di bevande vegetali a base di soia, riso, avena, mandorla e tutti gli alimenti che ne derivano, come la panna vegetale, i budini, e le creme. Possono essere consumati con tranquillità alimenti come cereali, verdure, frutta, legumi e le proteine della carne, pesce, uova perché privi di lattosio.

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