La veccia è una tradizionale pianta da erbaio che sembra essere molto apprezzata come alimento dal bestiame e utilizzata anche come essenza per la sua presunta capacità di soffocamento delle malerbe, molto sensibile ai ristagni di acqua.
Pur adattandosi ai vari ambienti, sembra essere maggiormente rigogliosa in quelli non eccessivamente umidi e freddi, prediligendo così i climi temperati e caldi. Scopriamo insieme quali possono essere le principali caratteristiche di questa pianta e come utilizzarla.
Che cos’è la veccia?
La veccia, come abbiamo anticipato, è una pianta che sembra essere molto apprezzata dai bestiami e utilizzata come essenza per la sua presunta capacità di essere molto sensibile ai ristagni di acqua. Si tratta quindi, di una pianta rustica che raramente viene attaccata dai parassiti anche se tra i possibili agenti patogeni dannosi può essere infestata dal mal bianco e dalla peronospora. La veccia è considerata un’ottima essenza da foraggio, ricca di proteine e con un’elevata digeribilità, abbastanza apprezzata dal bestiame purché sia utilizzata a inizio fioritura. La veccia è una foraggera che entra nei miscugli oligofiti con altre essenze che fungono da tutore.

Spesso questa pianta viene attaccata da ruggine e agenti patogeni mentre i suoi semi possono essere tediati dai bruchi. La pianta vive bene in ambienti non molto freddi, umidi e si presenta con un fusto ramificato, foglie sparse e fiori solitari, che possiedono la corolla di colore rosso e viola, oppure rosa e bianca. I legumi, invece contengono una decina di semi che possono essere di colore nero, verde oppure grigio, mentre più raramente si trovano quelli nella colorazione bianca e gialla.
La specie di Veccia Sativa è molto diffusa nelle zone del Mediterraneo e in Asia, da cui proviene. La Veccia Villosa, invece, che appartiene sempre alla stessa famiglia della Veccia Sativa, sembra essere molto resistente ai climi freddi e in grado di potersi adattare con più facilità ai terreni argillosi e sabbiosi, spesso affiancata alle graminacee.
Possibili proprietà della pianta
La veccia non sembra necessitare di cure particolari, ma come tutte le piante della sua famiglia possiede la capacità dovuta ai batteri che ospita nelle radici e nei nodi, di catturare l’azoto atmosferico che rilascia al terreno in cui cresce. Numerosi studi sembrano avere dimostrato che questa pianta possa arricchire con le sue proprietà il terreno nella quale cresce spontaneamente, restituendo circa 120 kg di azoto per ettaro all’anno.
Queste stime sembrano spiegare il perché del suo utilizzo come concime naturale. Essa, inoltre:
- può aiutare ad aggiungere azoto sufficiente per rispondere a tutti i bisogni delle colture successive;
- può aiutare a rendere il potassio più assimilabile dalle nuove colture.
La rapida crescita della veccia, che secondo alcuni esperti può essere considerata aggressiva perché predomina sui vegetali vicini, può essere un valido aiuto per limitare efficacemente la presenza delle erbacce. Inoltre, il suo sistema radicale può arrivare fino a 20 centimetri di profondità e strutturare bene il suolo.
La coltivazione
Per la coltura della veccia è necessaria un’adeguata preparazione del terreno. Una buona aratura consente lo sviluppo delle radici e aiuta a rimuovere tutte le erbacce presenti nel terreno. Il letto di semine infine, deve essere eseguito molto finemente. La semina della veccia, solitamente avviene tra marzo e aprile, e da agosto a settembre. La dose di semina sembra aggirarsi intorno ai 15 grammi al metro quadro oppure 9 grammi se mista con il 60% di veccia e l’aggiunta di un 40% di cereali.
Se seminata nella stagione primaverile, la fioritura si otterrà nei mesi di giugno e luglio. Il raccolto quindi, sarà estivo o invernale. Si può piantare la veccia anche insieme a un cereale che sia l’avena o la segale. Nonostante si tratti di differenti piante, queste crescendo insieme saranno complementari e ottime da utilizzare come sovescio. La seminata avviene a getto, ovvero i semi sono distribuiti sul suolo e coperti con circa un centimetro di terreno. La terra quindi, è compattata con un rullo o con il retro di un rastrello. Durante il ciclo di coltivazione la veccia sembra essere insensibile alle erbe più aggressive. Ricorda però, che potrebbe essere necessario procurarsi un diserbo al momento della nascita delle piantine.
Modalità di utilizzo
La veccia anche conosciuta come Vicia Sativa è una pianta ornamentale, e da tempo considerata una delle più importanti foraggere europee, alla stregua del trifoglio e dell’erba medica. Come le altre leguminose, non viene utilizzata solamente come mangime per il bestiame, ma può anche svolgere una possibile funzione utile per nitrificare il terreno, restituendo l’azoto che le colture cerealicole hanno in precedenza consumato.
La veccia è una pianta semi rampicante, rustica e spontanea, che cresce spontaneamente nelle zone incolte, prediligendo i climi non umidi e freddi. Solitamente è usata come essere di foraggio perché ricca di proteine e per via della sua alta digeribilità oltre che sapore ben apprezzato dagli animali. Molto resistente alla siccità viene coltivata su terreni calcarei e anche compatti. In passato veniva ampiamente utilizzata, mentre oggi anche se in misura minora, è impiegata come pianta da sovescio, erbaio o sotto forma di semi da mangime per il bestiame. Infatti, viene usata largamente per il foraggio, per dare azoto alla terra.
Nei tempi antichi la veccia sostituiva il grano per la produzione della farina per il pane. Seminare questo tipo di leguminosa vuol dire preparare il terreno ed eliminare le erbacce. Se la terra dovesse essere troppo secca, gli esperti consigliano di annaffiare il terreno prima di piantare i semi.
Tuttavia, è bene prestare attenzione alla quantità di acqua da somministrare, in quanto la pianta teme i ristagni idrici. Sembra anche essere particolarmente sensibile a eventuali dislivelli del terreno che possono formare pericolosi accumuli di acqua oltre che preferisce lo sbriciolamento della terra. Si tratta di una pianta edibile, ovvero se ne possono consumare le foglie e i fiori di colore rosa, sia crudi che cotti. Il sapore sembra ricordare molto quello dei piselli.