Manganese: a cosa serve? Proprietà e possibili effetti benefici sull’organismo

Il manganese è un minerale fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell’uomo, presente nel nostro organismo in quantità ridotte. Maggiori quantità di questo metallo sono contenute in alimenti come il rebutan, un frutto ricco di vitamina C e B, nello zenzero macinato, nei chiodi di garofano, nella menta, nello zafferano, nel tè, nel cardamomo, nella cannella, nelle germe di grano, nel pepe, nella crusca di grano, nel prezzemolo, nel basilico, nelle bacche di goji, nei pinoli, nell’alloro, nel dragoncello, nel timo, nella curcuma e nel curry.

In dosi inferiori lo si può trovare anche nelle farine, nelle noci, nel cioccolato fondente, nel riso e nella pasta. Un’eccessiva assunzione però, può portare a delle possibili controindicazioni. Scopriamo insieme quali sono le principali caratteristiche, i possibili benefici di questo minerale e come assumerlo.

Che cos’è il manganese? A cosa serve?

Conosciuto nella preistoria e utilizzato nelle pitture rupestri, il manganese era usato da Egizi e Romani per la fabbricazione e colorazione del vetro. Fu nei primi anni del ‘900 che uno specialista francese ne riconobbe le possibili proprietà benefiche sull’organismo umano. Il manganese viene oggi utilizzato nella produzione dell’acciaio. Il suo diossido era usato per la produzione delle prime pile e batterie, mentre l’ossido un pigmento di colore marrone per la composizione delle terre naturali come la terra di siena.

Tra i maggiori paesi produttori di manganese ci sono: l’Ucraina e il Sudafrica, ma anche Cina, Messico, Burkina Faso, Australia e Stati Uniti. Nei minatori si sono riscontrati una serie di effetti provocati dall’esposizione al manganese come allucinazioni, irritabilità, comportamenti violenti, che hanno dimostrato come una prolungata ed eccessiva esposizione a questo metallo possa essere pericolosa per la salute.

Nonostante ciò, il manganese è considerato un minerale essenziale per il nostro organismo. In natura è presente sotto forma di metallo duro, ossidabile e molto fragile, di colore grigio bianco. Nel nostro corpo, invece è presente in piccole quantità e concentrato maggiormente nelle ossa, nei reni, nel fegato e nel pancreas. Questo elemento seppure fondamentale per la crescita e lo sviluppo del nostro organismo, assunto in eccesso può quindi essere dannoso per l’uomo.

Può essere introdotto attraverso l’alimentazione e assorbito nel tratto gastrointestinale e in parte a livello polmonare. Non sembra esistere una precisa raccomandazione per le dosi di manganese da assumere quotidianamente con l’alimentazione, in quanto non ci sono dei dati precisi. Allo stesso tempo sappiamo che le linee guida europee consigliano un’assunzione compresa tra 1 e 10 mg al giorno, una quantità che sembra essere soddisfatta dalla nostra abituale alimentazione.

Proprietà e possibili effetti benefici

Come vi abbiamo detto, il manganese è fondamentale per il nostro organismo e le funzioni svolte da questo elemento possono avere dei possibili effetti benefici sul corpo. In particolare:

  • può essere utile per favorire le funzioni cerebrali e per proteggere il sistema nervoso;
  • può aiutare a regolare i livelli di glucosio nel sangue;
  • può aiutare a contrastare i piccoli malanni stagionali di origine infettiva, come tosse, raffreddore e influenza;
  • può aiutare a favorire la crescita delle ossa e il processo di calcificazione;
  • può aiutare a diminuire i processi di stress ossidativo.

Modalità di utilizzo

Il manganese può essere introdotto nel nostro organismo mediante l’alimentazione, grazie al consumo di vegetali, carni come il fegato, oppure tè, cereali, vino rosso, alcuni aromi e spezie, nocciole, legumi e cacao. In alternativa, laddove il medico lo ritenga necessario, può essere assunto sotto forma di integratore alimentare come coadiuvante di regimi alimentari personalizzati e in presenza di reumatismi, ipertensione, asma o problemi cardiovascolari. Si raccomanda di non superare mai i dosaggi prescritti dal medico, e di prestare attenzione a eventuali interazioni con altri farmaci.

Carenza di manganese: cosa può succedere?

Il manganese che viene introdotto nell’organismo attraverso il consumo di alimenti che lo contengono, viene assorbito in una percentuale che può variare dal 5 al 10%. Questo metallo viene considerato importante per l’attivazione degli enzimi che si occupano della digestione e per l’assimilazione dei nutrienti. Inoltre, può anche svolgere un ruolo importante per la corretta funzionalità mentale, per la crescita delle ossa, per la formazione del collagene della pelle, e per la protezione delle cellule dall’azione svolta dai radicali liberi.

Una carenza di manganese sembra essere molto rara nelle persone sane, ma tuttavia può essere provocata da problematiche legate al fegato. I sintomi connessi a una carenza di manganese possono essere diversi. Il più significativo è a livello osseo e delle cartilagini. In particolare, ci potrebbero essere problemi legati:

  • alla fertilità e allo sviluppo;
  • a possibili intolleranze al glucosio;
  • a una diminuzione del colesterolo HDL.

Secondo alcuni studi potrebbe esistere una possibile correlazione tra una carenza di manganese e casi di epilessia. Una carenza, può causare difficoltà nella capacità riproduttiva, nella crescita, nella formazione delle ossa e cartilagine, ma anche essere responsabile di possibili disfunzioni metaboliche. Tra i fattori che possono determinare una carenza di questo metallo possiamo trovare: una cattiva alimentazione, un’eccessiva sudorazione, l’uso di antiacidi o di contraccettivi orali. 

Un’eccessiva assunzione di manganese può avere controindicazioni?

L’assunzione eccessiva di manganese attraverso l’alimentazione o una continua esposizione ambientale, può essere tossica per la salute dell’uomo. La tossicità del manganese può manifestarsi con la comparsa di alcuni sintomi come: diminuzione dell’appetito, depressione, anemia e infertilità. Tuttavia un’eccessiva esposizione se diventa cronica può provocare problemi anche gravi e in particolar modo patologie neurologiche come il parkinson e la schizofrenia.

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