Pannocchia di luppolo: che cos’è? Come si utilizza in cucina? Proprietà e possibili controindicazioni

Il luppolo è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Cannabaceae, che cresce allo stato selvatico fino ai 1.200 metri sul livello del mare e predilige le zone vicine ai corsi d’acqua, siepi e margini dei boschi. Oltre ad essere un ingrediente utilizzato per la preparazione della birra, il luppolo è anche considerata una pianta officinale ed aromatica, impiegata in ambito culinario e cosmetico.

In fitoterapia si impiega per potere aiutare a contrastare affezioni batteriche, stati d’ansia, insonnia e disturbi connessi alla menopausa. Le pannocchie giovani del luppolo selvatico si utilizzano anche per arricchire piatti come risotti, minestre e torte salate. Scopriamo insieme quali sono le proprietà, le modalità di utilizzo e le possibili controindicazioni delle pannocchie di luppolo.

Proprietà e benefici del luppolo

Le pannocchie di luppolo sono ricche di proprietà che sembrano avere una serie di possibili effetti benefici per il nostro organismo. In particolare:

  • possono svolgere una possibile azione antibatterica naturale: l’olio essenziale che si ricava dal luppolo sembra essere in grado di aiutare a bloccare lo sviluppo di una serie di patogeni responsabili di varie patologie a carico dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio e gastrointestinale;
  • possono svolgere una possibile azione antiedemigena: l’applicazione topica dell’estratto di luppolo sembra essere in grado di aiutare a contrastare le infiammazioni che possono provocare l’edema all’orecchio;
  • possono svolgere una possibile azione estrogenica: grazie alla presenza di due principi attivi, l’umulone e il lupolone, che conferiscono alla birra il tipico sapore amarognolo, proteggendola dall’attacco di batteri e muffe. Gli estrogeni sono ormoni che si occupano di regolare il sistema riproduttivo e quello nervoso centrale. Inoltre, sono coinvolti nel controllo della densità ossea, nella ritenzione idrica e nella coagulazione del sangue. Per i  sintomi legati alla menopausa che solitamente vengono contrastati con opportune cure farmacologiche, gli specialisti, talvolta e a seconda dei casi, possono suggerire di associare l’utilizzo di integratori alimentari a base di piante officinali come il luppolo;
  • possono svolgere una possibile azione protettiva sul sistema cardiovascolare;
  • possono agire come possibile sedativo per il sistema nervoso, aiutando così ad alleviare stati di ansia, stress e insonnia;
  • possono svolgere una possibile azione antiflogistica.

Modalità di utilizzo

Gli strobili del luppolo vengono utilizzati in erboristeria sotto forma di estratto secco per la preparazione di infusi e decotti. In alternativa, seguendo le indicazioni di un esperto, è possibile somministrare la tintura madre in gocce. Per uso esterno vengono consigliati impacchi nutrienti per la pelle oppure un bagno caldo rilassante, con l’aggiunta delle infiorescenze nell’acqua della vasca.

Luppolo in cucina

Il luppolo, come abbiamo detto prima, viene largamente utilizzato anche in cucina e conosciuto come “bruscandolo” oppure “asparagina selvatica” per via della somiglianza con gli asparagi. A differenza di questi ultimi, però, possiede un aroma più delicato. Il luppolo selvatico è un’erba che cresce spontanea nei boschi del nostro Paese. La si può trovare vicino a rovi di more e lungo le strade sterrate. In cucina si usano i germogli che donano alle pietanze un gusto particolare e amarognolo, specialmente ai dolci. Il periodo migliore per la raccolta del luppolo selvatico è la stagione primaverile.

Nel processo della fabbricazione della birra, invece, si utilizzano gli strobili essiccati della “pianta femmina del luppolo”. Nella parte più interna del cono sono presenti dei tricomi ghiandolari sferici che contengono una particolare resina gialla dal gusto amarognolo. Questa sostanza prende il nome di luppolina e conferisce alla birra le sue tradizionali note aromatiche.

In seguito all’essicazione, le infiorescenze vengono tritate e pressate per ottenere due formati differenti:

  • i plug: quadratini costituiti dalle foglie;
  • i pellet: compresse di piccole dimensioni composte da luppolo tritato.

Il luppolo si utilizza durante il processo di bollitura del mosto rilasciando così alla birra il caratteristico gusto amarognolo. Talvolta si ricorre a un processo chiamato “dry hopping” che consiste nel lasciare in infusione il luppolo durante la fermentazione della birra.

Luppolo in cosmetica

In cosmetica, il luppolo trova largo impiego come ingrediente interno di creme, lozioni per il viso e il corpo con una possibile azione idratante. In particolare:

  • per uso interno: viene utilizzato sotto forma di infuso in quanto può aiutare a favorire il sonno, se assunto dopo i pasti principali, da due a tre volte al giorno;
  • tintura madre: sembra essere in grado di restituire calma e tranquillità, donando una piacevole sensazione di benessere alle donne in menopausa e durante il ciclo mestruale. L’assunzione delle gocce deve sempre avvenire dietro consiglio medico.

Uso esterno:

  • lozione idratante ai coni di luppolo: che si applica con una garza imbevuta direttamente sulla pelle del viso o sul corpo. In alternativa, può essere impiegata come rimedio naturale per aiutare a contrastare l’eccesso di sebo sul cuoio capelluto. Si possono effettuare impacchi da applicare sul viso per aiutare a contrastare irritazioni cutanee e nutrire in profondità la pelle. Consigliati in caso di reumatismi, dagli specialisti, anche gli impacchi caldi a base di luppolo da lasciare agire per circa un’ora e da ripetere fino alla remissione dei sintomi;
  • bagno rilassante: si possono aggiungere i fiori nell’acqua della vasca, in modo che l’aroma venga sprigionato dalle infiorescenze;
  • rimedio naturale contro l’insonnia: per aiutare a contrastare l’insonnia si possono mettere dei fiori di luppolo sotto il cuscino e nelle fodere;
  • maschera all’argilla e luppolo: da applicare sui capelli grassi per aiutare a regolare l’eccessiva produzione di sebo sul cuoio capelluto.

Per via dell’elevata presenza di aminoacidi e fitormoni, il luppolo sembra essere in grado di aiutare a promuovere l’attività del cuoio capelluto, garantendo la rigenerazione dei bulbi. Queste proprietà possono essere molto utili per la ricrescita dei capelli. Le sostanze contenute nel luppolo, ovvero proteine e antiossidanti, possono prendersi cura delle fibre del collagene proteggendole dall’azione svolta dai radicali liberi, preservandone la funzione e la struttura del tessuto connettivo.

Controindicazioni e possibili effetti collaterali

L’assunzione di rimedi naturali a base di strobili di luppolo sembra essere controindicata in caso di ipersensibilità a una delle componenti attive della pianta. In alcuni soggetti potrebbero verificarsi vertigini e stati di sonnolenza. Le donne che assumono integratori a base di luppolo possono notare modifiche del flusso mestruale in seguito al trattamento. Gli esperti consigliano di evitare la somministrazione di rimedi naturali a base di luppolo:

  • in concomitanza a farmaci metabolizzanti, poiché gli strobili del luppolo possono bloccare l’attività dell’emoproteina coinvolta nel processo di ossidazione e rimozione di sostanze endogene;
  • per precauzione (dal momento che non ci sono informazioni scientifiche a riguardo) in gravidanza e durante l’allattamento;
  • se si soffre di depressione;
  • se si ha una marcata sensibilità agli ormoni estrogeni;
  • in vista di un intervento chirurgico che richieda l’impiego dell’anestesia (il consiglio è di sospenderne l’utilizzo almeno due settimane prima dell’intervento programmato).

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