Aceto Balsamico di Reggio Emilia: storia, denominazione DOP, acquisto e prezzo

Dal 2000 l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia ha conquistato la denominazione DOP. Una conquista che ha immediatamente interessato anche il mercato alimentare estero. Ci sono due motivi principali per cui, questo prodotto, ha potuto conquistare il marchio DOP. In primo luogo, la zona di produzione dell’Aceto Balsamico di Reggio Emilia, è disciplinata. Questo vuol dire che solo Modena e il suo territorio, ha il permesso di produrre questo aceto.

In secondo luogo, la bottiglia dell’Aceto Balsamico di Reggio Emilia è un segno distintivo. Si parla di un tulipano rovesciato con bollini. Quando si ha di fronte questa bottiglia, allora si è sicuri di comprare l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia. Come si produce l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia? I passaggi richiedono una cottura del mosto, una buona fermentazione alcolica e una lunga stagionatura. Ci sono botti di questo aceto che sono anni che “dormono” in cantina, per soddisfare clienti molto esigenti.

Aceto Balsamico di Reggio Emilia: storia e nascita

L’ Aceto Balsamico di Reggio Emilia è usato da sempre e forse è per questo che si è trascurato il sapore. Citato in molte ricette mediche intorno all’anno 1000, proprio a Modena. La leggenda narra che in realtà la sua nascita è datata nell’anno 500, da monaci eremiti che studiavano le qualità mediche delle erbe.

Nel medioevo era usato come un ricostituente balsamico e anche come digestivo. In effetti, l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia ha comunque molte caratteristiche di sostegno della digestione. Tuttavia, questi “monacelli”, si sospetta che usavano un metodo di cottura dell’aceto che era nato nell’antica Roma. Questi, non avendo a disposizione dello zucchero, usavano cuocere i mosti delle uve per ricavare una salsa dolciastra. Questo vuol dire che non si sa a chi va esattamente il merito.

Come usarlo in cucina e perché?

Premettendo che l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia possiede proprietà coadiuvanti, alle cure, nella lotta contro il reflusso, bronchiti, raffreddori e per problemi digestivi, ci sono altri usi in cucina. Si usa per insaporire le insalate, ma è ottima anche su risotti, tortelloni e perfino sulla carne. Riesce a valorizzare alcuni sapori e a spegnerne altri. L’Aceto Balsamico di Reggio Emilia si usa a crudo su cibi caldi, ma non bollenti, per non rendere il sapore amarognolo.

L’errore di versarlo sulla pasta bollente compromette il suo gusto, quindi e bene fare attenzione. Perché usare l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia? Il sapore è un punto di forza, ma ci sono degli aiuti per velocizzare la digestione. Allo stesso modo, questo prodotto, è consigliato anche per i bambini che spesso soffrono di una flora intestinale molto povera.

Valori nutrizionali

I valori nutrizionali medi, intesi per 100 grammi di Aceto Balsamico di Reggio Emilia, si suddividono in:

  • Kcal 292
  • Carboidrati 73 g, di cui zuccheri 73 g
  • Sale 0 g

Prezzi di questo aceto DOP

La caratteristica dell’Aceto Balsamico di Reggio Emilia è data anche dalla bottiglia che è diventata la forma identificativa. Non è possibile replicarla o imitarla, anche se ci si prova. Queste attenzioni hanno fatto comunque lievitare il prezzo. La tecnica di conservazione, la qualità dei prodotti usati e anche l’invecchiamento, costa. In linea generale diciamo che il prezzo dell’Aceto Balsamico di Reggio Emilia è di 47 euro per 100 ml. Tuttavia il valore economica sale in base all’età di invecchiamento. Infatti, su internet, si trovano anche prezzi che si aggirano intorno alle 100 euro per 100 ml.

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