Nocciola del Piemonte: denominazione IGP, coltivazione, acquisto e prezzo

Un “eccellenza tonda”, così è stata definita la Nocciola del Piemonte usata anche nel modo dolciario per i suoi oli essenziali, per i nutrienti e per il sapore. La Nocciola del Piemonte ha una lunghissima storia alle sue spalle. Usata da sempre per la creazione del torrone, venne poi notata da grandi marchi dolciari. La Nocciola del Piemonte è stata usata per la creazione del:

  • Gianduia
  • Baci di dama
  • Brutti ma buoni

In poche parole è un alimento che è tra i migliori sul mercato. Ad oggi il mercato europeo si contende la Nocciola del Piemonte anche per altri prodotti. Secondo la sua “carriera” verso la conquista del marchio IGP, troviamo anche un forte interesse della Ferrero e dei Baci perugina. Tuttavia, siccome la qualità e le ricette della tradizione piemontese, hanno sempre lei come protagonista, spesso la coltivazione non bastava a soddisfare la domanda. Per fortuna oggi si riesce ad avere una quantità utile e soddisfare queste necessità. Solo che, in alcuni anni, il costo della Nocciola del Piemonte aumenta proprio perché c’è stata una poca produzione.

La coltivazione dell’albero del nocciolo

Il Nocciola del Piemonte è conosciuto fin dall’antichità. Considerato anche il cibo di maghi, stregoni e dei viandanti, regalava una grande carica nutritiva. Tra le leggende troviamo frati e santi che mangiavano 3 nocciole al giorno e vivevano per mese e mesi senza aver bisogno di altri alimenti. Se fosse leggenda o realtà non sta noi a dirlo, ma sicuramente si tratta di un frutto che è ricco di proteine, grassi, oli essenziali ed altre caratteristiche nutritive. La Nocciola del Piemonte è considerata un cibo iper nutritivo.

La coltivazione della Nocciola del Piemonte avviene solo nella zona conosciuta come la “Tonda Gentile delle Langhe”. Il territorio parte dalle colline delle Langhe, Roero e Monferrato, che oggi sono patrimonio dell’Unesco. Per essere una Nocciola del Piemonte IGP devono rispettare dei parametri, come:

  • Forma sferica facile da rompere
  • Calibro di dimensione tra i 17 e 21 mm
  • Guscio sottile e lucido
  • Polpa compatta e croccante
  • Pelle interna sottilissima
  • Aroma delicato e persistente

Senza queste caratteristiche non si sta mangiando la Nocciola del Piemonte, ma una semplice nocciola.

Valori nutrizionali

La Nocciola del Piemonte, ogni 100 grammi di prodotto, presenta i seguenti valori nutrizionali:

  • 710 kcal
  • Fibre 7,0 g
  • Proteine 15 g
  • Sale 0,014 g
  • Grassi 68 g

Varietà derivanti dal seme principale, la Tribolata

Nella Nocciola del Piemonte troviamo anche una varietà che viene prodotta sempre nel Sud del Piemonte, che ha una buona domanda e che rientra sempre nel marchio IGP, cioè la Tribolata. La differenza della nocciola tribolata, rispetto alla Nocciola del Piemonte originale, è quella di essere molto facile da conservare.

Al suo interno troviamo molti oli essenziali che resistono alla tostatura. Praticamente è possibile che la conservazione lasci il sapore intatto anche per molti anni. Inoltre è molto facile da coltivare e la resa della raccolta è sempre molto alta, quindi difficilmente non si riesce a trovare sul mercato. Forse è anche per questo che il prezzo è inferiore, si parla di 20 euro al chilo.

Nocciola del Piemonte prezzo

Come abbiamo già accennato, la Nocciola del Piemonte ha un prezzo che varia. Negli anni di grande raccolta, dove la quantità riesce a soddisfare già le commesse ordinate, il prezzo può scendere ad un massimo di 25 euro al chilo. Mentre, negli anni di coltivazione bassa, allora il prezzo arriva fino a 30 euro al chilo. Parliamo della Nocciola del Piemonte sgusciata e tostata. Per coloro che devono comprare la Nocciola del Piemonte all’ingrosso, vale a dire a quintali, il prezzo si aggira intorno alle 450 euro, con il guscio, e di 550 euro sena guscio. Si nota che comunque i costi sono variabile di anno in anno.

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