Toma Piemontese: storia, stagionatura, benefici in gravidanza e vantaggi

I dialetti italiani sono tanti, come tanti sono i prodotti gastronomici, ma se diciamo la parola: Toma. Cosa vi viene in mente? La splendida regione del Piemonte. La Toma Piemontese ha origini alquanto misteriose poiché la ricetta è ormai persa tra le pagine del libro dei secoli. Indubbiamente oggi è un formaggio noto, molto conosciuto e anche amato sulle tavole. Negli ultimi anni, la Toma Piemontese, ha avuto un aumento dell’esportazione, specialmente in Francia, Belgio e Austria, del 5% rispetto agli altri anni. Merito di questo successo è anche la certificazione DOP.

Esistono tanti formaggi simili alla Toma Piemontese, alcuni dei quali imitano anche il calore, ma il sapore, quello è inimitabile. Pensate che ci sono anche dei competitor che hanno provato a imitare la sua forma esterna nella speranza di ingannare un mercato che è molto attento ai prodotti DOP. Il suo sapore è difficile da confondere, anche per le persone inesperte o che non sono amanti dei formaggi riescono a notare la qualità della Toma Piemontese.

Toma Piemontese: storia e stagionatura 

Difficile datare la nascita della Toma Piemontese perché è realmente molto, ma molto antica come ricetta. In base al questa realtà, si pensa che esso sia nato prima che la scrittura diventasse “comune”. La sua etimologia ci riportano nell’ambito “semantico della Toma” che nel 300 A.C. identificava semplicemente il “formaggio”. Nel medioevo si inizia ad avere già qualche notizia sulla presenza della Toma Piemontese. Tra l’altro, era molto richiesto nel mercato francese, confinante del Piemonte.

La tecnica di produzione della Toma Piemontese è rimasta fedele ai gesti e alla scelta del latte del medioevo. Nei secoli non ha mai cambiato il modo di impasto e anche della stagionatura. Si richiede comunque un allevamento legato al territorio alpino piemontese. I pascoli hanno diversa alimentazione. In estate si scende a fondovalle e pianura, dove c’è una maggiore presenza di foraggio fresco. In inverno si risale in montagna dove si ha sempre un’alimentazione di ghiande e di erba fresca. Questo dona una buona qualità di latte.

La tecnica di produzione è data da pasta semicotta, di solo latte bovino allevato e nutrito nei territori del Piemonte. La stagionatura varia da 20 ai 45 giorni. Per la Toma Piemontese d’alpeggio, deve maturare almeno 60 giorni.

Come si mangia questo formaggio

Come si mangia la Toma Piemontese? Ebbene non è strano porsi questa domanda perché, proprio confondendolo con un semplice “formaggio”, si rischia di cuocerlo e rovinare il sapore. La Toma Piemontese ha un sapore unico, molto buono, che deve essere degustato con determinati abbinamenti di vini, ma anche di salumi o di miele. Il formaggio Toma Piemontese è una prelibatezza da servire da sola, accompagnati da miele di castagna oppure da un miele di millefiori.

Spieghiamo che il miele di castagna ha un sapore amarognolo che si sposa benissimo con la Toma Piemontese di bassa stagionatura, cioè quello di un massimo di 45 giorni. Avendo un sapore del formaggio molto delicato, si ha un mix di sapori agro dolci. Mentre, per la Toma Piemontese che ha una stagionatura invecchiata, allora si consiglia il miele di millefiori. Questa seconda varietà di invecchiamento dona un sapore molto più forte, che viene poi riequilibrato dal dolce del miele millefiori.

Toma Piemontese in gravidanza, vantaggi

La gravidanza è un periodo molto delicato nella vita di una donna. Si deve stare attenti a quello che si mangia, ma non per timore di mettere su peso, ma per lo sviluppo del feto. I formaggi sono utilissimi per avere un ottimo apporto di calcio. Occorre dire che ci sono tanti formaggi che hanno molti batteri che portano a dei malesseri, magari impoverendo la presenza di calcio invece che aumentarla.

Tuttavia, la Toma Piemontese in gravidanza è molto consigliata. Perché? La Toma Piemontese ha una bassissima contaminazione batterica. Infatti non permette la contaminazione batterica da Listeria monocytogenes, che si trova nei formaggi erborinati o con muffetta. La Toma Piemontese essendo un formaggio di pasta semicotta è altamente digeribile.

Abbinamenti al “bacio”

Parliamo ora degli “abbinamenti al bacio” della Toma Piemontese. Un tagliere di questo formaggio di diversa stagionatura, permette di avere un alimento buonissimo da mangiare da solo. Appartenendo alla cucina povera, si mangia di solito con la presenza di pane bruschettato, ma il punto di forza è dato dalla presenza dei vini. Ogni formaggio ha il suo vino di abbinamento. La Toma Piemontese si sposa con vini rossi dal sapore secco, equilibrato e sapido.

Infatti, il sapore delicato, ma a tratti piccante si deve scontrare con un altro sapore altrettanto intenso. In realtà si nota anche che sorseggiando del vino, la lingua viene “pulita” e le papille gustative sono stimolate. Questo permette una recezione maggiore di altri sapori e quindi la Toma Piemontese riesce ad avere una valorizzazione. Anzi, prima di iniziare a mangiare il formaggio, meglio fare un sorsetto di vino rosso e poi dare un bel morso alla fetta di Toma Piemontese. Gli abbinamenti perfetti sono con il vino Barolo, Carema o Cabernet.

Valori nutrizionali

Il formaggio Toma Piemontese, per ogni 100 grammi di prodotto, presenta i seguenti valori nutrizionali:

  • 371 Kcal
  • Grassi 29,3 grammi
  • Proteine 26,8 grammi 

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