La miscela di acqua e semola di grano dura dà vita alla pasta integrale, una varietà che è sempre più ricercata dai consumatori italiani anche se con delle differenze rispetto la tradizionale pasta. Il cambiamento principale consiste nell’apporto di vitamine, sali e fibre che possono rendere la pasta integrale ideale per coloro che seguono un regime dietetico particolare.
In molti direzionano la scelta verso la tipologia integrale bio, che da un punto di vista nutrizionale risulta migliore in quanto il cereale utilizzato per la lavorazione è prodotto senza l’utilizzo di sostanze nocive per la salute. La pasta integrale abbonda di fibre, contiene meno carboidrati e possiede un leggero contenuto lipidico e proteico superiore rispetto la pasta tradizionale. L’apporto delle calorie è quindi lo stesso ma con la possibilità di avere una diminuzione dell’indice glicemico e un maggiore senso di sazietà.
Tra gli svantaggi che derivano dal consumo della pasta integrale si possono ricordare i tempi di cottura più lunghi e l’indicazione di evitarne il consumo ogni giorno perché potrebbero limitare l’assorbimento di importanti nutrienti come zinco, rame, ferro e calcio.